Ormai la fobia dell’ E. coli  impazza . Circolano tante inesattezze e assurde ipotesi ma la peggior cosa evidenziata è la tremenda impreparazione ad affrontare una emergenza simile.Addirittura si storpia il nome del batterio che diventa “Ecoli”  quando invece il nome corretto è Escherichia coli ( che di solito si abbrevia in E. coli)

In questo caso i tedeschi non fanno bella figura. Lavorando professionalmente proprio nel settore alimentare e precisamente nella sicurezza alimentare sono sicuro che in Italia non sarebbe successo, o meglio, avremmo avuto una risposta delle autorità molto diverse.

Facciamo un piccolo elenco di errori (che potremmo definire clamorosi):

[box type=”info”] 1- le allerte del RASFF sui prodotti importati dalla spagna risultano dopo diversi giorni infondate. Un errore che minerà anche in futuro la credibilità di questo strumento fondamentale. Una applicazione del principio di precauzione che non è soddisfacente.[/box]

[box type=”info”] 2- le dichiarazioni mal studiate sulla “nuova specie di batterio” da parte dell’OMS e di autorità scientifiche tedesche. Dichiarazioni che non rappresentano la realtà della cosa poiché il ceppo potrebbe avere delle caratteristiche particolari, ma non siamo di certo davanti ad una nuova specie. Inoltre è noto da moltissimo tempo che alcuni ceppi di E.coli sono causa di sindromi come la dissenteria emorragica (HUS) e la sindrome diarroica (HC).[/box]

[box type=”info”] 3- Un errore gravissimo è non aver analizzato immediatamente tutte le fonti idriche (anche superificiali e di pozzo) che potrebbero aver subito contaminazioni da liquami o reflui zootecnici (fonti naturali di E.coli). L’errore è gravissimo perché è noto che molte acque in falde poco profone possono essere contaminate (anche solo transitoriamente) da coliformi (famiglia di batteri a cui appartiene Escherichia coli). Tanto è vero che anche in molte località montane italiane in certe zone vengono fatte ordinanza transitorie per evitare che acqua che sgorga da fontane venga utilizzata senza precauzione. Ordinanze dovute al passaggio dai pascoli bassi ai pascoli alti del bestiame in estate.[/box]

[box type=”info”] 4- La sottovalutazione iniziale del problema che “doveva” essere di origine straniera mette a seri dubbi sul sistema di controllo interno della Germania e sulla competenza dei tecnici tedeschi ai vari livelli. Anche in questo caso l’Italia potrebbe essere un esempio virtuoso poiché sul territorio è presente una fitta rete di tecnici della prevenzioni di solito ben preparati e che fanno capo alle ASL così come il Servizio Veterinario., poi ci sono i carabinieri dell’ ex-NAS (oggi divisi in Carabinieri per la tutela della Salute ), poi ci sono i tecnici e funzionari del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e poi, soprattutto, ci sono produttori e lavoratori consapevoli.[/box]

[box type=”info”] 5- Arrivare a farsi dire dalla stessa OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) di orientare le ricerche verso le fonti idriche è …. Imbarazzante. Doveva essere la primissima cosa da fare.[/box]

di Aurelio Trevisi

Aggiornamento sulla situazione


Link che parlano dell’argomento:

http://www.ilfattoalimentare.it/escherichia-coli-epidemia-lontana-soluzione-ipotesi-acqua-contaminata.html

http://www.newsfood.com/q/14a4b2b6/terrorismo-alimentare-escherichia-coli-i-cetrioli-non-centrano-con-il-batterio-killer/

http://www.newsfood.com/q/fa0d6d2a/batterio-killer-il-precendente-americano-degli-spinaci/

http://www.ilfattoalimentare.it/neutralizzare-lescherichia-coli-i-consigli-dellagenzia-per-la-sicurezza-alimentare-francese.html?searched=escherichia&advsearch=oneword&highlight=ajaxSearch_highlight+ajaxSearch_highlight1

http://www.epicentro.iss.it/problemi/tossinfezioni/informativaIT30mag2011.asp

http://www.salute.gov.it/sicurezzaAlimentare/paginaFAQSicurezzaAlimentare.jsp?id=148&menu=strumentieservizi&numeroFaq=2#2

http://www.salute.gov.it/dettaglio/dettaglioNews.jsp?id=1560&tipo=new

http://www.euro.who.int/en/what-we-do/health-topics/emergencies/international-health-regulations/news2/news/2011/06/ehec-outbreak-12-countries-reporting-cases-to-who

http://www.salute.gov.it/sicurezzaAlimentare/paginaFAQStampaSicurezzaAlimentare.jsp?id=148&menu=strumentieservizi&titoloArea=Sicurezza alimentare&numeroFaq=2#2

dott. Aurelio Trevisi